ALL’ASTA I BENI STORICI E ARTISTICI DELL’ITALIA (NEL SILENZIO DEI MEDIA).

Fonte:  nexusedizioni.it

L’idea di vendere la fontana di Trevi o il Colosseo fu partorita dalla mente del geniale Antonio De Curtis, in arte Totò, ma quando diventa realtà può non fare più ridere. L’operazione grottesca, già ideata da Monti, prosegue con il suo successore Enrico Letta: il governo che non sa come evitare l’aumento dell’Iva, ma regala altri 2 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena, mette all’asta 50 proprietà e siti dal notevole valore artistico in cambio di… 500 milioni di euro. Vendere una ricchezza reale, patrimonio di un Popolo e suo fiore all’occhiello, in cambio di carta straccia senza alcun valore, per ripagare un debito illegittimo. Ma non è abbastanza: l’operazione in Italia è passata pressoché sotto silenzio, tanto che la apprendiamo… dal britannico Daily Mail. [Redazione]

L’Italia a corto di soldi vuole vendere 50 siti storici nel tentativo di ottenere 425 milioni di sterline per ripagare il debito pubblico.

Una fortezza, un palazzo ed un’isola saranno messi all’asta per ripianare il deficit. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni spera di ricavare 425 milioni di sterline. La vendita sarà seguita da un’altro miliardo di sterline ottenuto dalle misure di austerità.venice-for-sale

 

Il governo italiano sta per vendere decine di proprietà storiche per contrastare il suo enorme deficit di bilancio. Una fortezza infestata da fantasmi, il palazzo di un cardinale ed un isola della laguna di Venezia sono tra i 50 siti in vendita.
La mossa richiama il 2012, quando la Grecia è stata forzata a vendere alcune sue bellissime isole a compratori stranieri, per ripagare un po’ alla volta i suoi enormi debiti…………..
Il governo italiano spera che i tesori della nazione siano acquistati da uomini d’affari privati e trasformati in alberghi, ristoranti e musei, portando occupazione (più che mai necessaria) ed investimenti internazionali. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni punta ad ottenere 425 milioni di sterline [poco più di 500 milioni di euro, ndt] dalla liquidazione.

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Enrico Letta. Foto AP – Fonte: dailymail.co.uk

Il piano di liquidazione è stato inserito all’interno di un decreto di emergenza che punta a mantenere il deficit 2013 dell’Italia entro il 3%, per evitare l’azione correttiva da parte di Bruxelles. Nel frattempo, il Primo ministro Enrico Letta sta pianificando misure di austerità ulteriori per un miliardo di sterline [1 miliardo e 180 milioni di euro, ndt].
Rupert Fawcett, esperto nella vendita di proprietà immobiliari in Italia, ha detto che il progetto permette uno “schema logico di business”.
L’idea è stata avanzata l’anno scorso da Mario Monti, il tecnocrate che ha preso il posto di Primo ministro nel dicembre 2011, quando Silvio Berlusconi ha portato il debito pubblico a livelli insostenibili [in realtà non è così, come dimostra Marcello Foa nel suo articolo Debito pubblico: l’Italia migliore d’Europa, ndt].
Il piano ‘ammazza debito pubblico’ originariamente elencava 350 proprietà, ma oggi si ritiene che alcune proprietà, come le basi aeree militari, siano poco adatte al mercato commerciale.
Le proprietà vengono messe in vendita attraverso un fondo gestito dallo Stato che anticiperà il denaro al Tesoro, liquidando i beni man mano che si trovano i compratori, come riporta il quotidiano italiano Corriere della Sera.

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Il Castello Orsini Odescalchi, nella città di Bracciano, sul lago omonimo a 27 km da Roma, è stato messo in vendita. Foto AP – Fonte: dailymail.co.uk

Nella lista, compare il Castello Orsini, situato sopra ad un villaggio feudale [sortogli ai piedi all’epoca dell’edificazione, ndt] vicino a Viterbo, a circa 60 miglia da Roma.
Il forte medievale è stato costruito per Papa Niccolò III negli anni ’70 del 1200 ed ha un prezzo stimato di 15 milioni di euro. Destinato ora ad andare all’asta, è stato utilizzato come prigione dalla metà del XIX secolo fino al 1989 e da allora ha ospitato gallerie d’arte.

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San Giacomo in Paludo vista dalla laguna veneta

A Venezia le proprietà in saldo includono l’isola di San Giacomo in Paludo, a nord est di Murano. L’isola è stata abitata da monaci e frati fino all’XI secolo, prima di diventare una base militare intorno al 1800. Da quando è stata abbandonata nel 1961, è caduta in rovina ma potrebbe attrarre gli investitori internazionali come possibile luogo di vacanze di lusso.

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Villa Mirabello a Monza

Altri tesori nazionali in saldo includono un palazzo del XVIII secolo come Villa Mirabello.
La villa affrescata , situata in un parco nei pressi di Monza, vicino a Milano, è stata costruita nel XVIII secolo dal cardinal Durini, l’Inquisitore di Malta.

Rupert Fawcett, a capo del Knight Frank Italy [che si occupa di vendere e affittare beni immobili di lusso in Italia, ndt], parlando del ‘senso logico di business’ del governo italiano, ha giustificato l’operazione:

“La realtà è che ogni governo in Europa sta cercando di ottenere fondi dove può. Il costo del mantenimento di queste proprietà può essere elevato e le sole spese per la loro manutenzione inimmaginabili. Se le proprietà possono essere acquistate da investitori privati, restaurate per riportarle alla loro vecchia gloria è un bene per tutti. Porta benefici alla comunità locale e mette un po’ di soldi nelle casse dello Stato”.

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Il capo della federazione degli imprenditori italiani Confindustria, Giorgio Squinzi, ha affermato che il taglio del deficit dell’Italia ha richiesto una “azione drastica”.

“Continuando con lo status quo la nostra nazione rimarrà con una crescita pari a zero o bassa”.

Non è la prima volta che l’Italia ha liquidato i propri beni. L’anno scorso una serie di fari sulle coste della Sardegna è stata svenduta a uomini d’affari privati e convertita in alberghi, gallerie e musei. L’amministrazione autonoma dell’isola non avrebbe potuto permettersi a lungo il costo per il loro mantenimento e restauro. La Grecia ha venduto l’anno scorso 70mila lotti, tra cui spiagge, località sciistiche ed isole.

Traduzione e riadattamento di J.C. per Nexus Edizioni
Fonte: dailymail.co.uk

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