Fonte: luogocomune.net

Chi nutrisse ancora qualche dubbio sul fatto che Wikipedia sia diventato ormai il “braccio armato” del CICAP può sempre consultare la loro pagina sulle famose “piramidi bosniache” di Visoko, che rappresentano uno dei più affascinanti misteri nella storia dell’archeologia mondiale.

Ecco i paragrafi iniziali con cui Wikipedia presenta l’argomento: “In Bosnia, nei pressi di Sarajevo, esiste un complesso collinare naturale di aspetto piramidale, più volte portato alla ribalta per le teorie di Semir Osmanagić, che suppone esse siano di costruzione umana. Inoltre le fa risalire addirittura a 12.000 anni fa. Gli scienziati hanno criticato le autorità bosniache che avevano incoraggiato queste asserzioni affermando che questa è una frode crudele nei confronti di un pubblico fiducioso e non trova posto nel mondo della vera scienza. Tutte le indagini scientifiche infatti concludono che le “piramidi” altro non sono se non formazioni naturali e non c’è traccia in esse di intervento umano.”

A questo punto un lettore poco esperto deciderebbe che si tratta solo di un pacco dozzinale, e abbandonenerebbe probabilmente la lettura senza nemmeno arrivare fino in fondo. Dopotutto – penserà – se lo dice una “enciclopedia”, che si tratta di una frode, sarà sicuramente così.

Quelli più smaliziati invece avranno già notato alcuni dei più classici indizi del modus operandi cicappino. Primo fra tutti, spicca il ripetuto riferimento agli “scienziati” e alla “vera scienza”, alla quale soltanto loro sembrano poter accedere, esattamente come il prete sull’altare “parla con Dio” e poi ci fa gentilmente sapere che cosa avrebbe detto. Nè poteva mancare il più classico travestimento del “missionario cicappino”, …………………

… e cioè la generosità con cui costoro si ergono sistematicamente a difensori del “pubblico fiducioso”, per proteggerlo dalle mille “frodi crudeli” che lo minacciano da ogni lato. C’è poi una clamorosa petitio principii (la fallacia con cui si introduce già nella premessa la tesi che si vuole dimostrare), quando ci viene detto che si tratta di un “complesso collinare naturale di aspetto piramidale”, mentre è proprio sul fatto che sia “naturale” che ruota l’intero dibattito. Non manca infine un altro classico di marca cicappina, e cioè l’uso intenzionale dell’esasperazione – “le fa risalire addirittura a 12.000 anni fa” – per rafforzare già in partenza, nel lettore meno preparato, l’idea che la tesi da smontare sia comunque inaccettabile.

Avete visto quanto veleno si riesce a nascondere all’interno di poche righe innocenti, dipingendosi nel contempo come eroici difensori della verità?

Se invece il lettore provasse a verificare di persona i link forniti da Wikipedia a supporto di queste affermazioni, scoprirebbe che siamo di fronte alla solita cortina fumogena, fatta di argomenti circolari e di parole vuote, il cui vero scopo è proprio quello di nascondere una ennesima verità scomoda. (Scomoda per i mostri sacri dell’archeologia ufficiale, in questo caso).

Partiamo dal primo link [#4] e scopriamo che gli scienziati che “hanno criticato le autorità bosniache … affermando che questa è una frode crudele nei confronti di un pubblico fiducioso e non trova posto nel mondo della vera scienza”, sono sette archeologi appartenenti a diversi istituti nazionali europei, che non offrono la minima documentazione a supporto di quanto dicono, mentre sembrano essere tutt’altro che disinteressati alla faccenda delle piramidi: lamentano infatti in modo quasi puerile che gli scavi di Visoko siano “uno spreco delle scarse risorse che avrebbero un uso decisamente migliore nella protezione del vero patrimonio archeologico, distogliendo l’attenzione dai pressanti problemi che affliggono quotidianamente gli archeologi professionisti della Bosnia-Herzegovina.”

In altre parole, siamo davanti al classico scontro fra gruppi diversi che si contendono i già miseri finanziamenti pubblici disponibili per gli scavi archeologici in qualunque parte del mondo. E queste persone, pur di mettere mano ai fondi che erano stati destinati agli scavi di Visoko, non hanno estitato ad accusare di “frode crudele” chi li stava portando avanti, senza naturalmente poterlo dimostrare.

Chissà perchè, si sente una strana aria di casa.

La seconda “fonte scientifica” di Wikipedia (#5) porta ad un sito che sembra la homepage di un trucido videogame ispirato al “Nome della rosa”. E’ vero che l’abito non fa il monaco, e che non bisognerebbe mai fermarsi alle apparenze, ma se vai in giro a predicare travestito da Fata Turchina non lamentarti se poi non tutti ti prendono seriamente. In ogni caso, il link suddetto ci conduce alle pagine stampate della rivista con lo stesso nome. A pagina 6 della rivista compare un articolo intitolato “Pyramids no more” (”Non più piramidi”, o qualcosa di simile), firmato da un certo Robert Schoch, che viene presentato nel sottotitolo come “geologo della Sfinge”. Nulla di più. Se poi si visita il suo sito, beh… il commento in questo caso fatelo voi. Diciamo solo che se un sito del genere fosse stato presentato come “fonte scientifica” da parte nostra, gli amici di Attivissimo ci avrebbero fatto sopra un vero e proprio Carnevale di Rio.

In ogni caso, fedeli al motto “si discutono le idee e non le persone”, leggiamo l’articolo fino in fondo, e scopriamo che non contiene assolutamente nulla che possa essere considerato anche solo lontanamente “scientifico”. Schoch dice semplicemente che dopo aver visitato la località di Visoko “lui e la sua collega non sono riusciti a trovare nessuna piramide di origine umana”, che si tratta di “formazioni naturali”, e che “solo un occhio inesperto potrebbe confondere certe strutture semi-regolari, che sono state causate da stress naturali della roccia, per una pavimentazione di origine umana”.

In ogni caso, ci assicura Schoch, una “analisi geologica ha rivelato che siano formazioni chiaramente naturali”. Ovviamente di questa analisi geologica non si vede la minima traccia, mentre vorremmo ricordare che le formazioni che solo un occhio inesperto può confondere con pavimentazione di origine umana sono queste:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avete visto che miracoli riescono a fare certe volte gli “stress naturali della roccia”? (Quasi quasi conviene affidare a loro la costruzione della nuova statale Jonica). Queste invece sono antiche palle di neve che debbono essersi congelate mentre rotolavano a valle. (Qui la serie completa delle fotografie).

Potremmo continuare, ma davvero non ne vale la pena. Lo “standard scientifico” di Wikipedia rimane sempre quello, mentre l’aria stantìa da tinello cicappino rischia di dare molto presto il voltastomaco.

Concludiamo segnalando ai nostri amici di Wikipedia che un gruppo di professori dell’Universtà di Trieste ha condotto delle vere ricerche scientifiche a Visoko, concludendo che si tratti di colline “rimodellate dalla mano umana”, “più antiche delle piramidi egizie”, con diverse terrazze artificiali, probabilmente adibite a giardini pensili, e con svariati “manufatti” che la datazione al radiocarbonio, almeno in un caso, fa risalire a 10.350 anni fa.

Anzi, scusate, “addirittura” a 10.350 anni fa.

Massimo Mazzucco

Il nostro articolo sulle piramidi bosniache, datato 2007. Persino noi siamo stati più “equilibrati” di Wikipedia, spingendoci al massimo a dire “se le piramidi della Bosnia venissero confermate come tali”.

(Grazie a MENPHISX per la segnalazione).

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